Rune dritte o capovolte ?

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Rune dritte o capovolte ?

Pubblicato il: 02-12-2021

Il valore funzionale o che si voglia disfunzionale ad un glifo è attribuito solo ed esclusivamente dalla volontà e dalla consapevolezza dell'incantatore, non al contrario dalla posizione del simbolo. Il vivere in modo disarmonico una runa potrebbe portare a stati di percezione devastanti. Nauðr, per esempio, ricorda l’insaziabile necessità di possesso, di avidità, al di là del bisogno primario, capace di turbare inconsciamente l’individuo senza che egli possa rendersene conto. La paura psicologica di una perdita lo spinge ad accumulare sempre di più e a perdere altrettanto di volta in volta, donando inizialmente un falso senso di sicurezza dove il simile attira il simile. Egli si circonda di animi pari in cui le energie negative si attraggono a vicenda, spingendosi sempre più verso un irreparabile futile destino che vede la realizzazione prossima di quella povertà tanto segretamente temuta. Genera la perdita delle proprie certezze portando al caos attraendo continui fallimenti lavorativi, rende deboli alla seduzione in balia di soggetti altrettanto narcisisti. Óðal è invece il lutto dell’anima che porta con sé il greve vincolo di rinuncia a cui non segue alcun atto liberatorio che parte dall’inconscio. Rimanda la realizzazione ultima di un progetto, sia lavorativo che nel campo artistico, quindi continuamente annunciato ai quattro venti nell’illusione di un intervento superiore favorevole allo stesso ma che in realtà mai avviene. Il guadagno economico sperato non si concretizza, la composizione di un canto si traduce nella sequenza di poche usuali armonie, l’opera pittorica che porta inizialmente all’esaltazione non è altro che un disegno inedito dai tratti elementari. Nel frattempo, la famiglia, il clan e tutto ciò che insieme nel tempo si è costruito, si sfalda.